LA SFOGLIATURA DELLA FASCIA GRAPPOLI

La sfogliatura della fascia grappoli è un’operazione di notevole importanza in quanto di completamento di tutti gli interventi che l’hanno preceduta.

I grappoli non devono essere troppo e direttamente esposti al sole, tuttavia non devono neppure essere immersi nel fogliame.

La tecnica

La loro migliore condizione è di illuminazione senza che ne derivi un eccessivo riscaldamento e di godere di una buona ventilazione. Allo stato spontaneo, non si formano ammassi di vegetazione particolarmente densi e i grappoli tendono a pendere al di sotto del fogliame. Nel vigneto le condizioni sono ovviamente molto differenti.

Pensando ai vigneti che meglio rappresentano la moderna viticoltura, dove è presente una buona vigoria e gli interventi sulla chioma sono svolti meccanicamente, l’obiettivo prioritario è di separare nettamente la fascia dei grappoli dalla chioma. A questo riguardo, è necessario che la fruttificazione sia concentrata sotto il capo a frutto e non superi i 25cm al di sopra; la massa di vegetazione deve essere fitta e sufficientemente larga, omogenea sopra i grappoli fino alla sommità del filare. Questo consentirà un uniforme decorso della maturazione a seguito dell’elevata efficienza fotosintetica, senza che vi siano rallentamenti o irregolarità dovuti a nuovi sviluppi della vegetazione.

La sfogliatura deve ora consistere esclusivamente nell’asportazione di foglie e mai di femminelle affinché non si formino buchi eccessivi nella vegetazione e la troppa esposizione dei grappoli al sole.

La densità della vegetazione

La densità della vegetazione concorre a impedire sbalzi di temperatura troppo consistenti e inoltre la sua larghezza immediatamente al di sopra della fascia dei grappoli li ombreggia parzialmente. Solo nel pomeriggio avanzato, quando i raggi solari avranno una certa inclinazione potranno colpire i grappoli.

Dopo breve tempo, ritornerà l’ombra per la proiezione del filare vicino. Il tempo d’insolazione sarà così limitato e ridotto il rischio di ustioni e surriscaldamento.

Condizione fondamentale per questo tipo di gestione è il capo a frutto orizzontale sul primo filo di ferro. Vigneti posti sui pendii più erti, di vegetazione irregolari e riconducibili alla viticoltura di un tempo sono vincolati all’arcatura del capo a frutto e all’irregolarità di distribuzione dei grappoli nella chioma.

Rimane in ogni modo ben definita l’esigenza che il modello di gestione si avvicini per quanto più possibile a quello proprio delle piante spontanee. Nei coltivi, infatti, i rischi di danni di ustioni per opera del sole sono maggiori. Si procede così a un diradamento delle foglie attorno ai grappoli affinché esse non ne siano direttamente a contatto, espletino un’azione di ombreggiamento e nel contempo consentano anche una certa ventilazione.

La sfogliatura è normalmente più intensa sul lato della spalliera rivolto a Est o Nord e più lieve a Ovest o Sud.

Errori di sfogliatura

La scorretta pratica della sfogliatura dei grappoli, anche conseguente l’irrazionale loro disposizione e il disordine vegetativo tra i germogli, induce irregolarità di maturazione, maggiori predisposizioni ai marciumi dell’uva e fisiopatie ai grappoli maggiori.

I grappoli possono essere progressivamente predisposti a questo ultimo intervento tramite il diradamento delle foglie già nel corso del periodo erbaceo, che tuttavia deve avvenire con una certa cautela, Il grappolo verde al completamento del suo sviluppo evidenzia, infatti, la maggiore sensibilità alle scottature per opera del sole. Non è così consigliabile in quella fase la sfogliatura completa della fascia dei grappoli.

Congiuntamente a quest’operazione, al fine di favorire la caduta verso il basso dei grappoli e la loro buona disposizione, si allentano e allontanano i due fili chiusi con il primo palizzamento, essendo la vegetazione ormai ben fissata alle postazioni di fili più alte.

Disposizione dei grappoli

Manualmente i grappoli si dispongono il più ordinatamente possibile in modo che non si sorreggano l’un l’altro ma che pendano liberi nel vuoto.

Se quest’intervento è effettuato in epoca corretta, i frutti acquisiscono maggiore resistenza all’azione di sole e parassiti.

Da questo momento in poi è bene non siano più toccati manualmente per non rovinare il rivestimento di pruina, considerando che, avvicinandosi al tempo della maturazione, sono sempre più delicati.

Edoardo Monticelli

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